La fusione, un antico processo di fabbricazione, risale a oltre 5,000 anni fa. Le sue origini risalgono all'antica Mesopotamia e all'Egitto, dove gli artigiani utilizzavano la fusione in sabbia per creare intricati oggetti in bronzo e rame. L'età del bronzo (intorno al 3300 a.C.) vide notevoli progressi, con tecniche migliorate per la fabbricazione di utensili, armi e opere d'arte.
Durante l'età del ferro (1200 a.C. - 600 d.C.), la fusione del ferro divenne prevalente, rivoluzionando la produzione di utensili e armi. Il processo continuò a evolversi durante il Medioevo, in particolare in Cina, dove la produzione di ghisa prosperò. In Europa, il periodo rinascimentale (dal XIV al XVII secolo) segnò innovazioni significative, tra cui l'introduzione della fusione di campane e cannoni.
La Rivoluzione industriale (XVIII e XIX secolo) portò profondi cambiamenti. L'avvento di nuovi materiali, come l'acciaio, e metodi migliorati, come il processo Bessemer, migliorarono drasticamente l'efficienza e la qualità della fusione. La produzione di massa divenne fattibile, supportando la crescita di settori come ferrovie, edilizia e macchinari.
Nel XX secolo, lo sviluppo di tecniche di fusione di precisione, come la fusione a cera persa, ha consentito la produzione di componenti complessi e ad alta precisione. L'introduzione della progettazione assistita da computer (CAD) e della stampa 20D alla fine del XX e all'inizio del XXI secolo ha ulteriormente rivoluzionato il settore, consentendo una precisione e una flessibilità di progettazione ancora maggiori nelle moderne pratiche di fusione.